Il viaggio è stato stancante, esageratamente toccante e io sono esausto da due giorni.

Mi sento come un emigrante italiano di fine ‘800, trapiantato in un’altra realtà da un giorno all’altro senza molta possibilità di scelta.

Fatico ancora ad ambientarmi, soffro della delusione di un tradimento inaspettato, fatto con una scorrettezza inumana o forse troppo umana.

Probabilmente lasciare Splinder con troppa furia per trovarsi in una piattaforma completamente diversa per quanto riguarda l’organizzazione cambierà le mie modalità di approcciarmi ad un campo di testo di questo tipo. Mi ci vorrà tempo per poter nuovamente aprire il mio sanguinante sfintere emotivo per svelare l’orrore e la malattia che vi albergano oltre.

Al di là di questo, a breve forse un piccolo resoconto di cronaca delle mie goffaggini sentimentali potrà fare nuova luce sulla mia inadeguatezza alla vita pubblica.

Continuo a perdermi nei miei grovigli organici

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