Mi affascina la catena di montaggio.
Il fatto che ogni cosa, mille cose, tutte assieme, vadano esattamente dove è stato deciso che dovessero andare, lo fanno, velocissime, e dopo di loro altre mille cose e mille altre faranno lo stesso e andranno al loro posto e tutto avrà un suo ruolo e lo espleterà perfettamente con il minimo intervento esterno.
L’anomalia non è tollerata, l’anomalia sputtana tutto ed è bandita.

Ho sempre pensato lo stesso dell’acqua.
Non di per sé: l’acqua fa per me solo quando è ferma ed è poca, ma di un corso d’acqua, non sembra anche a voi la cosa più statica del mondo? È plastico, rigido, scorre immobile: ogni molecola in fila con la sua gemella che la precede, tutte si intricano caotiche per creare lo stesso ordito, lo stesso schema secondo dopo secondo, metro cubo al secondo per chilogrammo al secondo.

Sarà anche vero che le cose più belle sono quelle fatte a mano, ma è di ordine che ho bisogno.
L’ordine è per me, di saper piacere ad altri ho smesso di illudermi.

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